Le dodici(mila) fatiche di Giulia.

Capisci che è primavera quando puoi finalmente tirare fuori lo smalto Chérie Bow 155 Tutu di Dior (il nome dice tutto, sembro un confetto) che, essendo una limited edition e io arrivando perennemente in ritardo perché fare le cose domani è sempre meglio, ho solcato mari, monti, fiumi, colline, sterco di cane, tutto, per trovare.
Salvo poi ordinarlo su internet, perché le idee migliori vengono sempre dopo aver sudato le dodici mila fatiche che Ercole mi fa una pippa grande così.

Era lì da due mesi. E ora è primavera.

E mi sono anche abbronzata, se proprio voglio finire in bellezza il post.

Un giorno, quando avrò novantadue anni (sì, sono ottimista – o pessimista, se proprio vogliamo vederla dal lato giusto) e la pelle rinsecchita che nemmeno un piccione malato di malaria divorato dalle cornacchie, ritornerò su questo blog e penserò a com’era bello avere vent’anni, la pelle come quella del culetto di un bambino che bastano cinque minuti e zac, kenyota mode on.

Mi ricorderò di com’era bello avere vent’anni e di come passassi stagioni intere a deprimermi su quanto facesse schifo la vita e che gli idioti, tutti a me.

No, proprio a finire bene non riesco.

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