La giornata tipo del fancazzista tipo sotto sessione d’esami.

La giornata tipo del fancazzista tipo sotto sessione d’esami:
Si sveglia presto. Troppo presto (grazie a diciotto sveglie), credendo che essere arzilli alle 6 di mattina possa fargli fare per osmosi tutto quello che deve fare.
Principalmente un esame.
La faccia del fancazzista tipo è così già alle 8 di mattina.
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Mentre si dirige in università decide di non dare l’esame. Accorgersi che aver letto 15 pagine di uno dei tre libri da fare per statistica non è abbastanza, beh, non è mai troppo tardi.
Ma va comunque in università, fa vedere ai suoi amici studiosi che almeno lo sforzo di arrivare fino a lì l’ha fatto.
Saluta, si prende il cazziatone, fa colazione, e inizia a sentirsi solo, spaesato. Tutti a far l’esame e tu al bar, coccolato da una fredda tazza con residui di cappuccino che iniziano a diventare giallognoli.
Devi fare qualcosa. Sei una persona attiva, tu. Mica come i tuoi amici seduti ad una sedia per un’ora e mezza a scrivere.
Principianti.

È l’ora di pranzo, vuoi fare l’alternativo e te ne vai al cinema a vedere Fast and Furious.
Nonostante frequenti il cinema più centrale e famoso di Milano (va bene fare gli alternativi ma non esageriamo), in sala vi trovate tu, un vecchietto che a metà film non regge e se ne va, una coppietta di filippini (con tanto di mini filippino nel passeggino) che parla tutto il tempo e si becca il cazziatone del vecchietto, ed un ragazzo in sedia a rotelle che sbuca dal nulla durante l’intervallo e si mette a sfrecciare tra i corridoi.
Pensi di esser finito in un manicomio, poi ti viene in mente Bukowski e ti ricordi che la vita è un fottuto cazzuto stronzo manicomio del cazzo. 
Ti senti meglio.
Il film finisce e torni a sentirti spaesato. È finalmente sbocciato il caldo, ma tu non eri pronto. Il meteo dell’iphone dava pioggia.
Scrivi ai tuoi amici, sono in biblioteca. Bravi, loro. Li raggiungi che poi a casa ti tocca vedere la D’Urso e ti deprimi ancora di più.
Non avendo libri dietro, perché poi la borsa pesava troppo, vai in biblioteca e trascini i tuoi amici nel girone della perdizione, tra fumo passivo e gelati caffè zero (perché tieni alla linea).

Il fancazzista tipo si promette la sera di leggere uno dei tanti libri che ha da studiare, ma finisce per vedere Ballarò, tra Crozza che non fa ridere e il sudore della Pascale che esce dal perizoma mentre fa jogging con la Santanchè.
Il fancazzista tipo sotto sessione d’esami si ritrova la notte, a letto, a piangere e a chiedersi perché.

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