Quando ogni notte, dopo la maturità, diventa la notte prima degli esami.

La mia notte prima degli esami l’ho passata per strada, sugli scalini della biblioteca di Milano Due. Era mezzanotte e ci avevano sbattuto fuori.
Io lì dentro mi ci volevo rinchiudere, trovare una scusa per non sedermi a quel banco il giorno dopo, come ho sempre trovato una scusa per ogni cosa.
Quella biblioteca pullula di studenti di medicina del San Raffaele, e ogni volta mi immaginavo quanto fosse bello, essere liberi di fare quel che si vuole. Li guardavo con ammirazione e speranza.
Anch’io volevo sentirmi così.

Poi la notte prima degli esami di maturità è passata, ed è passata anche la seconda, e la terza.
Finito l’orale sono scappata via, a Parigi, da sola. Come faccio da sempre.
Ho lasciato andare tutto quello che avevo dentro. Ho lasciato andare Stefano, e con lui anche una parte di me.
Poi, ahimè, sono tornata, per andare via di nuovo, prima con i miei amici, poi con i miei, poi con il mio ex.
Me la sono goduta, quell’estate, piena di speranze per il futuro. Se avessi saputo che una libertà del genere non l’avrei più provata, me la sarei goduta anche di più.

Con l’università è cambiato tutto. Sono cambiata io, è cambiato il mio mondo, tutto ciò che avevo intorno ha preso forme e odori diversi.
È stato tutto un turbinio di emozioni, per anni ho ripetuto a me stessa che quella vita lì, tra quei banchi, non era la vita vera, quella che c’era là fuori, e poi in quella vita là fuori mi ci sono ritrovata, e come un bambino che vede qualcosa – qualsiasi cosa, per la prima volta, tutte quelle emozioni le ho divorate, mi ci sono strafogata.
Sono finita alla deriva, mi è sfuggito tutto di mano. Ho messo su 20 kg, e il dolore che avevo dentro ha iniziato a vedersi anche fuori.
Ma le persone hanno paura, quando tu sei troppo. E io, oltre ad essere troppo dentro, sono diventata troppo anche fuori.
Poi quei kg li ho persi, quando sono andata a Parigi, di nuovo, e sono tornata, in qualche modo mi stavo rialzando.
Ma sei arrivato tu.
Sono passati mesi, e ne passeranno altri. Mi chiedo fino a che punto possa arrivare l’indifferenza di chi mi ha strappato da dentro tutto quello che preziosamente conservavo per me stessa.
Mi rispondo che nella vita non c’è mai limite a niente, e anche se non dovrei, la tua mancanza la sento sempre.
La sento troppo, soprattutto quando penso che non ti meritavi niente di tutto quello che ti sei preso con l’inganno.

Guardo il libro di sociologia, e penso che devo prepararmi per l’ennesima notte prima degli esami.
Guardo il divano, lo sento avvolgermi, e penso che questa sarà davvero l’ennesima notte prima degli esami. Insonne, a rimuginare su dov’è che ho sbagliato così tanto per farti scomparire così.
Già. Gli esami, in questa vita, non finiranno mai.

Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per cosa si vive.”
Dostoevskij

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