Uomini abituati ad avere il mondo ai propri piedi. Peccato che io non sia il mondo.

Un giorno capirò cosa spinge un uomo ad invitarti a casa sua per consumare, per poi mandarti via sul più bello dicendoti che deve andare a prendere il cugino in stazione.
Giuro che mi è successo.
E giuro che mi ha detto anche di restare in zona che mi avrebbe chiamato quando si sarebbe liberato.
E giuro che poi c’è stata questa simpatica, breve, illuminante discussione:
Io: “Non aspetto i tuoi comodi per una scopata.”
Lui: “Se non aspetti i miei comodi puoi anche andare a casa.
Sbam (cioè lui che mi sbatte la porta di casa sua in faccia).
Segue io che scrivo ad Aline “Andrea è un coglione.”

Uomini abituati ad avere il mondo ai propri piedi. Peccato che io non sia il mondo.

Questa ancora mi mancava. Un giorno ci scriverò su un libro.
O forse continuerò a fregarmene come ho imparato a fare da un po’ di mesi a questa parte, e rispondere così:
obbb

6 risposte a “Uomini abituati ad avere il mondo ai propri piedi. Peccato che io non sia il mondo.

  1. …ehm… mah.. bah.. boh? ma che forse non ne valeva la pena? e se non ne valeva la pena… che ci facevi a casa sua?

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