Expo: la delusione degli Emirati, Svizzera, Turchia, Iran, Monaco, Future Food District

  
Ormai il mio blog è diventato una sponsorizzazione per l’Expo, eheh. Ma non temete, domani finisce e mi dovrete sopportare ancora per due post!Oggi inizio con un padiglione che mi è piaciuto tantissimo, e non per l’uso di chissà quale tecnologia, ma per il messaggio che è riuscito a dare: la Svizzera.

Quattro torri, ognuna per una risorsa che la Svizzera offre: caffè, mele essiccate (che rappresentano la biodiversità), sale (equilibrio), acqua (sostenibilità).

Fuori la scritta “Ce n’è per tutti?”.

Le torri sono state riempite con una quantità necessaria per bastare per tutti i visitatori di questi sei mesi, se solo questi visitatori avessero avuto cura e rispetto per il prossimo, cosa che è ovviamente mancata

Così, noi non abbiamo potuto provare né le mele né l’acqua (di caffè e sale invece ancora ce n’è), perché qualcuno prima di noi ne ha abusato. Chiaro il messaggio, no?

Alla fine, delle piccole mostre, bellissima quella sul Monte Bianco, con l’acqua che cade sulle montagne!

   
    
    
    
   
Principato di Monaco

Per un padiglione dal messaggio molto forte, un altro con un messaggio che riassumerei con un punto di domanda

In realtà non ho proprio capito il senso, non saprei nemmeno spiegarvelo!

È piccolo e ho avuto l’impressione che sia stato fatto tutto con pressappochismo.

Ho però apprezzato la struttura, fatta da container usati, che raccontano una storia. 

   
    
    
    
 
Turchia

Il padiglione è un percorso aperto (yee, niente coda!) dall’atmosfera un po’ marina, un po’ orientale (beh, certo..), è molto luminoso e percorre a tappe ciò che caratterizza il Paese: come le spezie, i fiori, e il vetro (che per me è una novità!).

   
    
    
    
   
Iran

Piante e tanti piccoli tesori preziosi!

   
    
    
   
Emirati Arabi

Come ho scritto su Facebook, dovrei denunciare tutte quelle persone che mi hanno consigliato il padiglione degli Emirati.

Due ore a congelarmi le dita dei piedi per il padiglione più inutile nella storia dell’Expo, tipo.

L’unica spiegazione che mi do è che tutte queste persone non abbiano visto nient’altro oltre a questo padiglione. 

Di bello e memorabile, solo la struttura: una scansione delle dune del deserto, alte 12 metri. 

Dentro, dei cubi più piccoli di una testa che vorrebbero inscenare i problemi (legati all’alimentazione) che gli Emirati si trovano ad affrontare e come li risolvono. In realtà, “Gli Emirati fanno questo, fanno quello, siamo perfetti!!!” Ecco, anche no. 

Poi, un video che mostra la loro nascita tramite la storia di una bambina che, in un sogno, le appaiono i genitori nel deserto e, in pratica, dal nulla saltano fuori gli edifici che tutti noi conosciamo. 

Uao! Emozionante..

Infine, un altro video in cui mostrano come sarà il prossimo Expo, che si terrà proprio da loro nel 2020. 

Grazie, passo!

   
    
    
    
    

 Future Food District

Un supermercato (della Coop) dove, per avere le informazioni sui prodotti, basta toccarli che compaiono su uno schermo sopra il bancone!

Interessantissima la tecnologia che ti permette di avere tutto ad una portata di tocco, ma diciamo che comprare una bistecca confezionata ancora non mi esalta

   
    
    
 

Una risposta a “Expo: la delusione degli Emirati, Svizzera, Turchia, Iran, Monaco, Future Food District

  1. Pingback: Addio 2015, la mia esperienza all’Expo in oltre una quindicina di visite | Giulia Violante·

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