Sabato 16 marzo.

Sole, aria di primavera, temperatura oggettivamente tiepida, soggettivamente caldissima, se vivi a Milano e ti subisci cinque, sei nevicate in due mesi. “E chi se lo ricordava più, che esistono anche le belle giornate”, e sì che vivo qui da ventun anni.
Festa. Bisogna festeggiare. “Fede, usciamo?”
E siamo uscite.
Io così:
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Anche se non si vede ero iper super mega allegra. Vi assicuro che per una milanese metereopatica come la sottoscritta, la vita non è affatto facile.
L’unica pecca della giornata è aver trovato la Santarelli che, magra e stanga, ti si siede al tavolo di fianco e per pranzo si divora una crêpe con nutella (lo giuro), mentre tu non puoi fare altro che guardare sconsolata la tua insalata di pollo e non condirla. A parte la presenza del pollo, mi sono sentita un iguanodonte.
Però tutto bene, per il resto. Non è che si può avere tutto dalla vita. Già il fatto che usare gli occhiali da sole ha riacquistato un senso dovrebbe vietare di farsi abbattere in giornate così.
MA:
Domenica 17 marzo.
2 gradi. Freddo. Vento. Pioggia che poi è diventata neve.
(Tralasciando poi che il fatto che sia domenica eleva all’ennesima potenza tutti i fattori già negativi di loro.)
Che qualcuno lassù abbia voluto dirmi qualcosa?
Come sempre gli uomini non parlano. mai. chiaro.

Ps: digitando su Google ‘dinosauri erbivori’ (sì, lo so, non ho niente da fare, ma l’alternativa era David Foster Wallace, e non si può fare gli intellettuali di domenica, poi con un tempo così, roba da galera) escono un sacco di immagini di T-rex. Li avvertite voi, che io qui, come potete notare, sono impegnata?

Pipìs: per la serie ‘non c’è limite al peggio’, come se non bastasse la domenica, la noia, tutto il cioccolato che ho mangiato oggi, la pioggia, il “e io come faccio che domani è lunedì e sono obbligata ad uscire di casa”, questo benedetto blog non mi fa più le righe bianche di divisione dei paragrafi quando vado a capo. Che qualche nerd venga a me. E se è anche gnocco (d’altronde, mai dire mai nella vita), intenda il mio invito anche letteralmente. E vi sarei grata se evitaste battute su ‘le righe bianche di divisione dei paragrafi’, che io non sono brava a spiegare le cose. Ho altre doti. Credo. Spero.

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