Il romanticismo napoletano.

Per quanto il mondo possa essere vario, noi milanesi abbiamo la tendenza ad accoppiarci con un nostro simile. Che frequenta l’Armani e da bravo cagnolino da accompagnamento segue la fidanzata al Corso Como 10 per “bere un caffè” (cioè: “tu ti siedi e bevi settordici caffè mentre io mi siedo e compro settordicimila paia di Louboutin”).
Ecco. Non mi sono mai spinta troppo lontano da questa realtà, a parte una volta. Uno del profondo sud, Roma, per intenderci.
Poi questa ve la dovrò raccontare.
Comunque, evviva il 2012! (aspetterei un attimo ad osannare il 2013) evviva i social network! che ti fanno incontrare mondi che altrimenti non avresti mai incontrato. Mondi, continenti, ad esempio l’Africa, o Napoli e dintorni.

Ora, un po’ la tv dei primi anni Duemila, un po’ le soap opera sudamericane (che glorificano il fascino dell’uomo del sud, quale sud non importa, basta che sia meridionale DOC), un po’ le migrazioni verso il nord che questi omaccioni abbronzati e muscolosi intraprendevano per espandere la stirpe tramite opere oceaniche di volantinaggio in cui inneggiavano al loro fascino latino, ah, Antò, faccaldo!, ecco, l’idea che una donna del nord si faceva dell’uomo del sud era esattamente quella che loro ti volevano trapanare in testa. (Trapanare. Volevano. In testa. Sssì. Trova l’intruso.)
Dieci, vent’anni fa.
Poi sono arrivati i social network.
E, volente o nolente, a certe leggende metropolitane ci vai a sbattere contro.
Ed ecco che il mito del napoletano caliente si distrugge.
Ma no! Io ho le prove che i napoletani sono davvero romantici. Quello che ogni donna cercherebbe. Da nord a nord ovest fino al centro est.

Ne ho conosciuto uno.
Sposato.
Ovviamente.
E che quindi mi vuole scopare.
Ovviamente.
Già da questo è facile notare il romanticismo che aleggia attorno al mio uomo napoletano. Emblema di tutti i napoletani, a loro volta emblema del sesso medio – forte tendente al ribasso che è quello maschile.
Cosa può spingere un uomo portatore di sani valori morali, come, appunto, il napoletano DOC, a commettere un atto impuro come il tradimento, disseminando sperma a destra e a manca come non farebbe nemmeno Alemanno col sale durante le allerte neve?
L’amore.
L’ho detto io che è portatore di sani valori morali.
Mi sono sempre chiesta come facciano a mantenere alta la reputazione di uomo virile, specialmente con l’evoluzione di internet, che fa da binocolo sul mondo là fuori, tra i vari Adam Levine e Ryan Gosling.
Il tutto sta nei corsi di aggiornamento che l’uomo, come dire, monta su. Proprio per poter soddisfare continuamente la moglie, lui PRIMA sperimenta nuove posizioni del kammasuttra con qualcun’altra, (anzi, in giorni particolarmente favorevoli ne inventa pure,) POI, come ogni mandrillo che si rispetti, coglie di sorpresa la sua donna, colpendo il bersaglio. E zac. Lei urla per due minuti e mezzo e lui è felice.

Quindi, donne, prima di buttare dalla finestra canottiere bianche impregnate di sudore (perché un napoletano bisogna sentirlo da lontano) e Hogan tarocche (non solo bisogna sentirlo, ma anche notarlo), perché con quelle corna non riuscite nemmeno più a passare per il portone della chiesa alto sei metri e mezzo, davvero, pensate a questo.
Alla passione, al desiderio che mette nella speranza di soddisfarvi.
Poi, ovviamente, anche al dolore, anzi, alla vera e propria tortura, che un uomo innamorato può provare anche al sol pensiero di ferire la sua metà. L’altra parte della mela. L’amore della sua vita.

L’amore della sua vita, dopo la figlia, ovviamente.
Perché il napoletano, si sa, in quanto uomo dai puri e onesti valori universali, a trentatrè anni è già marito, ma anche padre.
Questi suoi sani principi me li ha anche voluti mostrare, “perché tu sei milanese, seiccinica”, io lì ho anche provato a fargli capire che sei e cinica sono due parole separate, ma niente da fare.
Ovviamente niente da dire sulla figlia. Bellissima. Avrà certamente preso dalla madre. (O dal vero padre.)
“È una biriccchina.” Immagino. Come il padre. D’altronde, ha il cervello di una bambina di quattro anni. Come il padre.

Avendo una famiglia sulle spalle, deve stare attento a non farsi scoprire, altrimenti i suoi sacrifici potrebbero andare in fumo. Perché noi donne non capiamo mai, e non è, mai, ovviamente, come noi pensiamo. Quindi meglio non rischiare.
Ad esempio, lui cancella le conversazioni su WhatsApp. Com’è premuroso, il mio napoletano. Un uomo d’altri tempi.
Poi quando non possiamo più conversare amabilmente e filosoficamente sulla vita, lui tira fuori la parola d’ordine.
Sì.
Una parola d’ordine.
Evidentemente “devo andare, ci sentiamo” è troppo banale, troppo poco romantico, o forse semplicemente troppo corretto grammaticalmente.
LOGOF. Ecco, LOGOF invece è perfetta come parola. Chiara, concisa, sgrammaticata.
Gli sarà partita la tastiera dell’iphone. O più probabilmente il cervello.
Donne, undicesimo e sacrosanto comandamento, MAI E POI MAI farsi i cazzi degli altri. Metaforicamente, s’intende, per il resto, mano libera. (E bocca libera, soprattutto.)
E mai farlo specialmente se state con un uomo e volete continuare a vivere nel vostro fantastico mondo che chiameremo Il paese dei AHAH, CREDICI!

Però sul romanticismo non si può dire nulla.
Il napoletano quando twitti “Quanto può essere patetico un uomo alle 8 di mattina” mentre parli con lui, e gli dici che, ma dai, ti sembra? Ovvio che non mi riferivo a te, c’è persino chi sta peggio, lui CI CREDE PURE.
Ecco, il romanticismo ingenuo che piace a me. Così ingenuo che magari crede anche che la moglie passi la giornata intera ad aspettare che torni dal lavoro stirando e lavorando a maglia.
Eh, brava la sua donna.
Mica come noi milanesi che tra un aperitivo e un giro di shopping le maglie ce le compriamo.

Una volta gli chiesi com’è che avesse tutta sta voglia di venire a letto con me. La buttai anche sul ridere, “La pompa della benzina è un po’ che non te la tirano, vero?“. Lui si è pure arrabbiato. E’ un uomo serio. Ha tirato fuori, ovviamente, quei famosi sani principi di cui lui va tanto orgoglioso, il che mi ricorda un po’ Bossi.
Mi ha risposto che a lui il sesso non manca, perché è sposato. E io che mi illudevo che il matrimonio fosse un atto di FEDELTÀ e amore eterno (ah ah!), invece serve solo a marcare il territorio (non a tutte piace il pissing, effettivamente) e a sfruttare i privilegi timbrando il cartellino.
Però io, RULLO DI TAMBURI,
…..
SONO DIVERSA.
Certo. Come ho fatto a non arrivarci da sola, dico io. “Fortuna che esiste il sottoscritto“, dice lui.

Ma la cosa che più mi ha sconvolto è quando abbiamo trattato l’argomento parti intime (dico parti intime perché siamo al cospetto di un gentiluomo, non sia mai che si offenda se me ne esco con vagina et similia). Io sono una che i peli è già tanto che li ha in testa, figuriamoci sul resto del corpo. E lui è stato molto colpito da questo, pensate che mi ha detto “ce l’hai come nei porno.”
Deduco che non abbia mai visto una bernarda (per dirlo alla Littizzetto) depilata in vita sua.
Ok che deriviamo tutti dalle scimmie, però siamo nel ventunesimo secolo, l’essere umano è in grado di volare, di mangiare cheeseburger, persino di accettare la presenza della Chiesa sul suo stesso pianeta (anche se io ammetto di fare ancora fatica, ogni tanto), come può non essere in grado di sopportare del dolore che paragonato ad una gamba segata da un psicopatico è meno di niente?
Questa è una questione che mi tocca profondamente, perché svilisce noi donne. Potremmo governare il mondo, e invece abbiamo paura di farci una ceretta.
Ma è un argomento troppo delicato ed importante per trattarlo tra un mancato spompinamento e l’altro.

Però, una cosa davvero a favore dei napoletani lasciatemela dire.
Su youporn ho trovato un video di un napoletano che, mettendolo dietro ad una prosperosa brunetta, le diceva “Oh, sì, ti piace il cazzo eh, lo so che ti piace.”
Ecco. L’eleganza del classico. Questa lasciategliela.

11 risposte a “Il romanticismo napoletano.

  1. Ciao Giulia. ‘…a lui il sesso non manca perchè è sposato’…Siamo al cospetto di un vero genio del male, un maestro. Ed io vorrei poter essere un suo discepolo, così da farmi tirar dietro così tante pompe di benzina, che neanche in tangenziale a Milano. Ora, non vorrei farti competizione nell’accesissima love story vesuviana, ma se tu volessi girarmi il suo numero…
    Battute a parte, mi è piaciuto il tuo racconto.
    LOGOF

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  2. Niente numero, dici.
    Nemmeno se ti porto quei famosi caffè mattutini?

    Ps: ma dive lo trovo uno così sofisticato, dove?

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  3. Ciao Giulia,
    Scrivi bene, complimenti… però solo luoghi comuni e disprezzo… Non so se è vera la tua storia o no, ma dei napoletani non hai capito proprio niente! Poi non bisogna mai generalizare. A proposito sei leghista? Ma se disprezzi così tanto i napoletani perché ci vai a letto??? Lui sarà infedele, ma la zoccola sei tu!!!

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  4. Cara Giulia, ho ricevuto questo link da una mia carissima amica veneta. Ci abbiamo riso e scherzato, inutile dire che l’oggetto dello scherno eri tu ed il tuo gretto e sudicio racconto. Ti sarà anche capitato un tamarrissimo habens da marciapiede, ma se tanto mi da tanto, te lo sarai anche meritato. Ultima cosa, le Hogan a Napoli si portano molto poco. I napoletani veri indossano artigianale, Kiton per esempio. Ma credo sia un argomento che non faccia per te. Saluti.

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  5. Ciao Giulia, purtroppo leggo questo tuo capolavoro solo ora a distanza di qualche annetto dalla sua stesura.
    Sei molto divertente, portesti fare concorrenza alla Littizzetto, 😀
    Io sono napoletana e non uscirei con un napoletano neanche per un caffè u.u fortunatamente ho altri gusti.. 😉 con un milanese invece ci uscirei volentieri, ma non ho ancora avuto modo di conoscerne uno!

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