I soldi non cascano dagli alberi. (Ma dalla carta di credito di mio padre.)

La giornata di oggi è iniziata già male alle 6 di mattina, essendomi svegliata con Maracaibo in testa.
Sei di mattina. Primo oki. La giornata può solo migliorare, penso. Ah ah! Da dove inizio..

Appena messo piede fuori casa incontro una coppia di over quarantenni che credevano di esser tornati indietro di un quarto di secolo. Già la vita di per sé è dura, specialmente la mia, capitano tutte a me ue ue, in più mi trovo una coppia felice che guarda caso con tutti i posti che ci sono nel mondo, e, volendo spaziare gli orizzonti, nell’universo, finiscono davanti a me in metropolitana.
Mi sembra giusto.

Ho bisogno di consolarmi. Quindi, direzione California Bakery. La mia seconda casa. (Dico seconda solo perché un giorno mia madre potrebbe leggere e ciao mamma, ti voglio bene! Numero uno.) Mi riservano pure una saletta. Lì ci lascio tanti di quei soldi che l’anno scorso ho messo su ben 15 kg. Lo ridico: quindici chilogrammi.
(Persi, con tanto di interessi. Non chiedetemi come.)
Brownie, americano e, giusto perché non voglio fare quella monotona che ordina sempre le stesse cose, prendo un cranberry juice che uno sciroppo per la dissenteria sarebbe più buono.
Vabbè, gusti. Resta comunque il posto migliore forever and ever.
Nel mentre, mi ferma una mia fan.
La prima.
Che emozione.
Io che sprizzavo cioccolato da tutti i pori, con i capelli che nemmeno Ursula (grazie perenne ritardo e grazie umidità autunnale l’11 aprile), ho incontrato una ragazza dolcissima ed imbarazzatissima che “Scusa tu.. sei.. Giulia.. Violante.. vero? Oddio! Ti seguo su twitter!!”
Ora dovrò attrezzarmi stampando e firmando mie fotografie.
Poi, da ben tre settimane bramo un rossetto di Burberry (porgo le mie più sincere scuse a Dior) che più matte non si può, viola scuro, fantastico, deve essere mio.
Certo, peccato che quando sono andata era finito e la commessa voleva appiopparmi uno molto simile, cioè rosso acceso (identico, quindi), che oltretutto non solo ho già, ma avevo anche addosso.
Abbella.
Mi ha detto di tornare due settimane più tardi. Per sicurezza torno dopo tre. Così sicurezza che ne era rimasto uno solo.
Ma, ora, voi di che colore lo vedete?
 foto-3
A me sembra più rosso che viola, ma, avendolo pagato 27,50 euro, lo amo comunque alla follia.
I soldi non cascano dagli alberi. (Ma dalla carta di credito di mio padre.)

Poi, della serie, sperperiamo i soldi che, appunto, mi guadagno:

Ho dato venti euro ad un barbone, che aveva con sé due cani così teneri che io mi sono messa a piangere.
Devo-smettere-di-essere-così-sensibile.
Se vengo quotidianamente fottuta da chiunque (solo metaforicamente, quindi doppia inculata) è colpa di questa stramaledetta sensibilità.

Sul resto della giornata stenderei un velo pietoso, avendo passato, dopo un’intensissima ora di lezione su Twin Peaks e “ma quanto è genio David Lynch?”, il pomeriggio a piangere sul letto perché, ripeto, capitano tutte a me ue ue.

Roba da schiaffeggiarmi da sola.
E lo farei anche, se solo non mi piacesse da impazzire.

2 risposte a “I soldi non cascano dagli alberi. (Ma dalla carta di credito di mio padre.)

  1. Ho iniziato da poco a leggere il tuo blog ma me ne sono subito innamorato.
    Hai un modo di scrivere particolare, quasi rilassante.
    Ora non smetterò di leggerti, sappilo.
    Dovrai stampare una foto in più perche hai guadagnato un fan.

    Mi piace

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