Ho incontrato il palestrato tutto tatuaggi e ray-ban per la terza volta in due settimane, oggi, in metropolitana.
Maglietta mignon (se no il connubio tatuaggi – muscolazzi come lo fai vedere), capelli laccati, abbronzatura che neanche un brasiliano.
Ogni volta che inspirava si gonfiava tutto, come un palloncino, anzi, un palloncione, e quello accanto doveva spostarsi.
Che figo. 
Che-fi-go.

Ormai non mi vergogno neanche più a dirlo, che ho preso una cotta per un tamarro così.
L’incontro di oggi è stato bellissimo. In metropolitana, quindi sottoterra, quindi no sunlight, quindi a cosa serve indossare gli occhiali, quindi io sono troppo sfaticata per togliermeli dal muso, quindi lui, in quanto tamarro, una situazione del genere è nel suo essere, quindi:
Lui guardava verso di me, anzi, lui guardava me, ne sono sicura, per forza, ero circondata da rifiuti di società, tra coetanee con un gusto nel vestire risalente al 1700 in cui mostrare i 952 chili di troppo come se non ci fosse un domani era considerato un dovere, e quarantenni su 7cm (SETTE) di tacchi che già alle 9 di mattina sembrano zombi senza un’anca. Dai, per forza doveva guardare me.
E io guardavo lui.
That’s amore.

Una risposta a “

  1. Bello. Pur non essendo lontano parecchio dal tamarro in questione (soprattutto per i muscoli) mi sono immedesimato perchè anche a me capita di guardare delle ragazze e penso sempre che loro non mi guardino.
    E invece…

    Mi piace

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