Il mio primo giorno all’Expo: una gran figata. Detto da una che fino a poco tempo fa non ci credeva affatto – parte uno

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È arrivato anche il mio turno, ho fatto il pass stagionale e sono andata all’Expo.
La mia opinione l’ho già espressa qui e la ribadisco: si può essere contrari quanto si vuole, contro le multinazionali (basta non andare nei loro padiglioni, cosa che anch’io ho evitato di fare ed eviterò), ma ha portato tanto qui, e Milano ne è uscita una città nuova.
Ora che sono stata anche dentro all’Esposizione Universale posso confermare la mia opinione: Expo è una gran figata.
Detto da una che fino a poco tempo fa non ci credeva affatto.
C’è sicurezza ovunque, ed è così pulito che splende. Non ho visto un singolo centimetro quadrato con mozziconi di sigaretta o carte: gli inservienti a raccogliere qualsiasi rifiuto era tantissimi.

Sono contenta di aver fatto il pass, perché vederlo in uno/due giorni è oggettivamente impossibile.
Le code erano tante, ed essendo il mio primo giorno ho preferito saltare i padiglioni dove bisognava aspettare e fare altri.
A tratti ho avuto l’impressione di essere a Gardaland!

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All’entrata, statue del nostro premio Oscar Dante Ferretti che richiamano l’Arcimboldo.
Subito dopo, il padiglione delle conferenze, dove c’era tantissima gente, stampa, telecamere etc per la visita di Cameron.
Dall’inizio alla fine è circa un chilometro e mezzo, pensate avanti e indietro! Io sono stata dentro meno di 5 ore e stavo collassando, immagino chi decide di farsi la maratona di un giorno. Per questo dicevo prima che pensare di fare tutto in una giornata è impossibile!
Lungo tutto “il viale”, al centro, vari stand, ognuno a rappresentare un genere alimentare: i formaggi, la frutta, la carne, i pesci, spezie, legumi.
Sono solo rappresentazioni: infatti il cibo lì era tutto finto! Ma era così perfetto che all’inizio nemmeno me ne sono accorta!

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Qua e là, vari Cluster, come quello del caffè, del cioccolato e del riso, ma non ne ho ancora visitato nessuno.
Iniziamo subito col mio tour!
Sono stata costretta a dividerlo in due post perché, vedrete, è lunghissimo, con anche tantissime foto.
Domani la seconda parte!
Ma iniziamo..

Repubblica Ceca.
Fuori, un uccello gigante che sparava acqua, ed è subito “voglia di piscina“.
All’interno un ristorante sulla terrazza, che proverò! Ho sfogliato il menù, davvero appetitoso : P
Mi ha colpito moltissimo la simulazione di vita nella foresta (che non sapevo la Repubblica Ceca avesse..), in cui, oltretutto, se ti metti in un punto preciso puoi sentire ogni singolo rumore che sentiresti se ti trovassi in una vera foresta!

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Bahrain.
Piccolo ma interessante, tante piante (queste vere eh) che hanno loro in Medio Oriente, come la papaya e il banano, e dei ritrovanti archeologici del 200 a.C. (se non ricordo male).

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Nepal.
Qui non si entra da nessuna parte, è stato riprodotto il percorso di un tempio in cui all’esterno vengono svolti, a volte, degli spettacoli.
I lavori sono stati finiti da operai italiani perché i nepalesi che lavoravano all’Expo sono dovuti tornare a casa perché, ricorderete, pochi giorni prima dell’apertura c’è stato quel terribile terremoto.
Mi ha fatto molto piacere vedere la cassa con le offerte piena, anch’io ho ovviamente fatto la mia parte.

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Belgio.
Un percorso ti porta a vedere un pasticcere lavorare cioccolato e creare incredibili opere d’arte.
I dolci del Belgio sono tra i più prelibati al mondo! E, ovviamente, finito il percorso vengono venduti cioccolatini : P
Dopo il cioccolato si cambia totalmente aria (e stomaco..): gli insetti.
I miei amati insetti..
Vengono mostrati quelli che si consumano in Belgio e le loro proprietà nutritive, e degli acquari in cui viene spiegato (e mostrato) come, tramite l’Aquaponic System, si possano crescere piante grazie agli escrementi dei pesci.
La spiegazione è un po’ più complessa di così, ovviamente, ma il succo è questo.

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Vietnam.
Non è che ci fosse molto, è più bello da fuori che da dentro.
Ma abbiamo avuto una piacevolissima sorpresa usciti da lì: dei ragazzi probabilmente indiani, vestiti un po’ anni Settanta, stavano girando un video (con super attrezzature) e si prestavano agli spettatori incuriositi!

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Domani la seconda parte, entrerò nel vivo della visita e partirò con il padiglione che più mi ha colpito ed emozionato, su cui è stato fatto un lavoro enorme: la Korea.
Poi Russia, la delusione degli Stati Uniti, la meraviglia dell’Angola e della Slovacchia. (Sì.)

4 risposte a “Il mio primo giorno all’Expo: una gran figata. Detto da una che fino a poco tempo fa non ci credeva affatto – parte uno

  1. Pingback: Addio 2015, la mia esperienza all’Expo in oltre una quindicina di visite | Giulia Violante·

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