Pasolini e l’Australia

68899251_10220059588101396_3123260699657109504_o

“Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose.”
Pasolini

La mia vita in una frase.

Agosto sta finendo, e come ogni anno, quando torno dalle vacanze, sento l’odore dell’autunno.
È una cosa che faccio fatica a spiegare, ma mi si impianta lì, sulle braccia, e non se ne va. Le foglie hanno già iniziato a cadere e a farsi rosse, ma sono tutti troppo impegnati a controllarsi la riga del costume per accorgersene.

C’è il tramonto (non quello della foto, lì ero in Toscana), i Counting Crows in loop, e il vestito per la serata appeso fuori dall’armadio.
Dovevo uscire con R., la mia spina nel fianco, l’eterno, amore perduto.
Così perduto che ormai non è restato più niente, ed è in quel niente che abbiamo trovato la nostra pace.
L’ho perso così tante volte che nemmeno le conto più.
Avevo scelto le scarpe, il rossetto, lo smalto, mi sono fatta la maschera occhi al retinolo di Shiseido, quella che tengo per le grandi occasioni.
L’ultima volta che l’ho usata è stata per il primo appuntamento con E., anche se non mi ha portato molta fortuna.
È finita che se n’è andato e mi ha bloccato su Whatsapp. Però mi spia su Instagram.
Gli uomini e il vuoto cosmico nelle loro teste.
Forse dovrei cambiare maschera.
O uomini.
O entrambe le cose.

Il problema è che sembrano tutti normali all’inizio, poi scopri che sono più rotti di te.
E le maschere non ti tolgono quante rughe vorresti, e la vita è veramente ingiusta.

Fatto sta che R. mi ha dato buca.
“Scusa, facciamo un’altra di queste sere, per l’Australia parto fra una settimana.”
“No.”
Ormai mi scivola tutto addosso, ma è davvero meglio così?
Quando mi ha detto che si sarebbe trasferito in Australia per un anno ho fissato la conversazione per quindici secondi, ma sono stati i quindici secondi più lunghi della mia vita.
Credo che sia più per il melodramma di cui mi alimento quotidianamente che per l’effettiva mancanza che probabilmente non sentirò.
“Beh, almeno vai in un posto bellissimo.”
Che è bellissimo lo so perché l’anno scorso sono scappata là, per allontanarmi da lui.
Il tempo di un addio in stile Nicholas Sparks, e poi sarà tutto come prima. Io qui, e lui lì.
Tanto è sempre stato io qui e lui da un’altra parte.

No big differences these days
Just the same old walkaways
And someday
I’m gonna stay
But not today

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...