Il sole. La mia pace. È stato un novembre difficile.

citylife29nov19

Terzo giorno di sole in un mese.
Aria.
Vita.

La fortuna di giocare a tennis ai piedi delle tre torri, in giornate così.
Ad un tratto sembra che si sia azzerato tutto. Le ansie, le angosce, i fardelli che mi porto dietro da troppo tempo.
Ballo sulle note dei Blues Brothers, faccio la giravolta, con lo zaino pesante.
Scoppio a ridere.
Forse sono le medicine che sto prendendo, così forti da farmi sentire in un’altra dimensione, senza tempo.
A volte persino senza me.

Per me l’autunno è l’accettazione della malinconia.
È accettare che niente va come speravi.
A volte va meglio, di solito va peggio.

È accettare che le foglie cadono e anche tu ti ritrovi a cambiare pelle, anche se non vuoi, anche se ti aggrappi a quello che eri e che, alla fine, ti va bene così, perché è un porto sicuro.
E invece crescere è anche capire che di sicuro non c’è niente. Forse, ci sei solo tu.
Per il resto è un continuo andirivieni di persone che vorrebbero restare, ma che alla fine non restano mai.

Solo la musica resta sempre.
I Counting Crows, gli Alice In Chains, i Black Keys, i Greta Van Fleet, gli immancabili Nirvana, e una serie infinita di gruppi di nicchia che rendono la mia vita meno spaventosa.

Il sole.
La mia pace.
È stato un novembre difficile, fortuna che è finito.

Into the flood again
Same old trip it was back then
So I made a big mistake
Try to see it once my way

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