Oggi giornata di addii. Come quando guardi una persona negli occhi e sai che sarà l’ultima volta.
Fai finta di niente ma lo sai.
Fai finta di niente e alla fine non importa.

Pomeriggio sono andata in università, Stefano aveva due esami. Dice che mi vede spenta, ho gli occhi gonfi, io non gli ho detto che ho pianto per ore.
Ma lui lo sa. Mi accarezza continuamente il braccio e mi dice che se finisce presto poi mi porta a fare un giro.
Mi guarda con degli occhi così dolci che vorrei prenderlo, abbracciarlo e piangere davanti a tutti.
Io a tutta questa dolcezza non sono abituata.

Poi ci ha raggiunto una sua amica. Giulia. Un’altra. Un giorno conquisteremo il mondo.
Dice che è triste, la sua storia è finita.
“Ho chiuso io, eppure non sono contenta.”
Se era da fare, è giusto così. Un giorno troveremo qualcuno che ci farà essere contente.”
Senza accorgermene ho usato il plurale.
Poi quel “era da fare, è giusto così.”
Intanto, Enrico mi scrive che ce la faremo, insieme.
Vorrei potergli credere.

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